Press release

Costruzioni: il mercato europeo verso una ripresa graduale entro il 2029. In Italia, crescita più contenuta

Costruzioni: il mercato europeo verso una ripresa graduale entro il 2029. In Italia, crescita più contenuta

Il progressivo esaurimento degli incentivi e il rallentamento degli investimenti legati al PNRR pesano sulle prospettive del settore in Italia, dove la ripresa sarà più contenuta che nel resto d’Europa. Il segmento infrastrutture rimane centrale; l'accessibilità abitativa resta una sfida strutturale ovunque.

  • ottobre 27, 2026
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Costruzioni: il mercato europeo verso una ripresa graduale entro il 2029. In Italia, crescita più contenuta

Milano, 27 ottobre 2026 – Il settore europeo delle costruzioni mostra segnali di ripresa, ma il ritorno a una crescita sostenuta richiederà tempo. Il mercato si avvia verso un recupero graduale fino al 2029, sostenuto da condizioni attese più positive nel Vecchio Continente e dagli investimenti infrastrutturali, pur restando condizionato da costi elevati e incertezza. In questo scenario, l'Italia si conferma tra i mercati europei con le prospettive di crescita più contenute. 

È quanto emerge dal nuovo Building Blocks Construction Indicator 2026 di Bain & Company, che analizza l'andamento del settore e le prospettive future nei principali mercati europei, tra cui l’Italia. Gli altri mercati analizzati sono: Germania, Regno Unito, Francia, Paesi nordici e Paesi Bassi. 

Mercato europeo in ripresa, ma il pieno recupero resta lontano 

Nel 2026, il mercato europeo delle costruzioni mostra segnali di stabilizzazione e un progressivo miglioramento delle prospettive, pur rimanendo lontano da una ripresa pienamente consolidata. A sostenere il settore contribuiscono l'accelerazione della crescita del PIL e la continuità degli investimenti pubblici in infrastrutture. 

“Il settore europeo delle costruzioni sta entrando in una nuova fase di crescita, ma la ripresa sarà disomogenea tra mercati e segmenti”, afferma Paolo Cerini, Partner di Bain & Company. “In Italia, il progressivo venir meno degli incentivi e il rallentamento atteso degli investimenti infrastrutturali legati al PNRR rendono il percorso di recupero particolarmente complesso. Le opportunità non mancano, ma per intercettarle sarà fondamentale comprendere come evolveranno i diversi segmenti della domanda”. 

Il recupero resta tuttavia esposto a diversi fattori di rischio: persistenti pressioni inflazionistiche, incertezza geopolitica e macroeconomica e nuovi aumenti dei tassi di interesse nell'area euro - decisi dalla Banca centrale europea - continuano a condizionare le decisioni di investimento e il ritmo della ripresa. 

Nelle nuove costruzioni residenziali, Francia, Paesi nordici e Paesi Bassi mostrano segnali di recupero, mentre Germania e Regno Unito attraversano ancora una fase di transizione. Un pieno e diffuso recupero della domanda residenziale rimasta inespressa appare improbabile prima del 2029. La tenuta del percorso di crescita dipenderà dall'assenza di ulteriori shock e dalla progressiva attenuazione dei fattori che oggi frenano il settore. 

Italia, crescita resta sotto la media dei principali mercati europei 

Per il mercato italiano delle costruzioni, la crescita reale prevista nel 2026 è compresa tra lo 0% e il 2%, con un CAGR dello 0-2% nel periodo 2026-2029. Le prospettive risultano più contenute rispetto agli altri principali mercati europei analizzati: Germania e Paesi nordici, in particolare, potrebbero registrare una crescita annua del 2-4% nello stesso periodo, mentre Regno Unito e Paesi Bassi si attesterebbero tra l'1,5% e il 3,5%. Anche la Francia presenta prospettive leggermente più favorevoli, con una crescita attesa tra lo 0,5% e il 2,5%. 

“Per l’Italia, diventa adesso necessario ripensare le strategie di crescita”, afferma Marta De Battisti, Partner di Bain & Company. “In questo scenario, le imprese dovranno essere sempre più selettive nell'allocazione degli investimenti, individuando le opportunità offerte dai segmenti più dinamici e adattando i propri modelli operativi a una domanda in evoluzione. La capacità di anticipare i cambiamenti del mercato e di rafforzare la propria competitività sarà determinante per sostenere la crescita nel medio termine”. 

Infrastrutture protagoniste, mentre residenziale e non residenziale procedono a ritmi più contenuti 

Il segmento delle infrastrutture si conferma il più dinamico del comparto italiano delle costruzioni, con una crescita attesa tra il 4,5% e il 6,5% nel 2026, superiore a quella degli altri mercati UE presi in considerazione. Nel medio termine, tuttavia, il comparto è destinato a normalizzare la crescita: nel triennio 2026-2029, si stima una crescita annua compresa tra l'1% e il 3%.  

Il comparto residenziale attraversa una fase di assestamento dopo il ridimensionamento degli incentivi degli anni precedenti. Le nuove costruzioni, ancora deboli nel breve periodo, dovrebbero recuperare progressivamente terreno, con una crescita annua attesa tra lo 0% e il 2% nel periodo 2026-2029, contribuendo a compensare in parte il rallentamento delle infrastrutture. Più contenuta la dinamica delle ristrutturazioni, per le quali si prevede un incremento annuo compreso tra lo 0% e l'1%. Anche il non residenziale manterrà una dinamica debole, con una crescita annua prevista tra lo 0% e l'1% per uffici, edifici commerciali e industriali, che continuano a risentire di investimenti selettivi e di un atteggiamento prudente da parte degli operatori. 

"Il mercato italiano sta attraversando una transizione strutturale: la crescita dipenderà sempre più dalla capacità delle imprese di intercettare una domanda in evoluzione, individuare nuove opportunità e avere la flessibilità necessaria per adattare tempestivamente le strategie alle condizioni di mercato", spiegano gli esperti. 

Accessibilità abitativa: in Italia il rapporto tra prezzi e redditi raggiunge l’8,3 

L'accessibilità abitativa si conferma uno dei principali ostacoli alla ripresa del residenziale, tanto in Italia quanto nel resto d'Europa. Nel 2026, il rapporto tra prezzi delle abitazioni e redditi raggiunge quota 8,3 in Italia, un valore superiore a quello registrato in Germania (7,9), Paesi Bassi (7,5) e Danimarca (6,1), e secondo soltanto alla Francia (8,6). 

Il divario tra prezzi immobiliari e capacità di spesa delle famiglie limita l'accesso alla proprietà e rallenta la trasformazione della domanda potenziale in nuovi investimenti residenziali. A livello europeo, la pressione sui bilanci familiari si accompagna a costi di costruzione ancora elevati, superiori di circa il 31% rispetto ai livelli del 2020, a cui si aggiungono le nuove pressioni sui prezzi dell'energia e gli aumenti dei tassi di interesse nell'area euro che incidono sul costo dei finanziamenti e sulle scelte di investimento di famiglie e imprese. 

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