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Milano, 27 gennaio 2026 – Dopo due anni di rallentamento, il mercato globale delle fusioni e acquisizioni torna a crescere con forza nel 2025, segnando un rimbalzo strutturale e diffuso. Secondo il nuovo Global M&A Report 2026 di Bain & Company, il valore complessivo delle operazioni ha raggiunto 4.900 miliardi di dollari, in crescita di oltre il 40% in valore rispetto all’anno precedente e del 7% in termini di volumi, facendo registrare il secondo miglior anno di sempre.
«Il 2025 ha rappresentato un vero punto di svolta per l’M&A globale», commenta Pierluigi Serlenga, Managing Partner Italia di Bain & Company e co-responsabile globale Aerospazio & Difesa. «L’M&A è tornato al centro dell’agenda dei CEO come leva strategica per accelerare la crescita, rafforzare il portafoglio di business e costruire nuove capacità. Non si tratta di un rimbalzo tecnico o circoscritto: la ripresa è ampia, sostenuta e destinata a proseguire».
Verso il 2026: più attività, ma maggiore selettività
Sulla scia positiva del 2025, l'M&A potrebbe proseguire la sua crescita anche nell'anno in corso. L’80% dei dirigenti M&A intervistati nel Report prevede infatti di mantenere o aumentare l’attività nel 2026, sostenuta da un contesto macroeconomico in miglioramento, da un ampio bacino di asset di private equity e venture capital pronti per le exit e dalla crescente consapevolezza che molti modelli di business tradizionali hanno esaurito la propria spinta alla crescita. Tre forze strutturali guideranno le decisioni: AI, post-globalizzazione e spostamento dei bacini di profitto. In un contesto di capitali più selettivi e tassi ancora elevati, l’M&A resterà centrale, ma solo per operazioni capaci di creare valore tangibile.
Rimbalzo diffuso e ritorno ai deal di scopo
La crescita del 2025 è stata trasversale a tutte le tipologie di investitori: acquirenti strategici (+42%), private equity (+36%) e venture capital (+25%). Tecnologia e Advanced Manufacturing & Services hanno guidato il rimbalzo globale, con le operazioni su target statunitensi responsabili di oltre il 50% dell’incremento di valore. Il 2025 ha segnato inoltre un chiaro ritorno ai “deal di scopo”, orientati alla crescita dei ricavi: nei primi nove mesi dell’anno, il 60% delle operazioni sopra il miliardo di dollari rientra in questa categoria. Dopo un 2024 dominato da deal di scala focalizzati su sinergie di costo di breve periodo, il mercato mostra un cambio di passo. Settori storicamente orientati alla scala, come i servizi finanziari e l’Advanced Manufacturing & Services, stanno utilizzando l’M&A per entrare in nuovi mercati e raggiungere nuovi segmenti di clientela.
Megadeal trainano la crescita. AI resta fattore chiave
I megadeal (oltre 5 miliardi di dollari) hanno trainato la ripresa, rappresentando circa il 75% della crescita del valore delle operazioni strategiche. Circa il 40% delle grandi operazioni è stato di natura trasformativa, con un valore superiore al 50% della capitalizzazione dell’acquirente. L’intelligenza artificiale emerge come fattore chiave nelle decisioni di investimento: quasi la metà del valore delle operazioni tecnologiche strategiche sopra i 500 milioni di dollari ha coinvolto aziende AI-native o deal in cui l’AI è indicata come principale leva di valore. Oltre il 75% degli acquirenti ha valutato esplicitamente l’impatto dell’AI in fase di due diligence; di questi, oltre un quarto ha deciso di abbandonare l’operazione proprio a seguito delle analisi condotte.
«L’AI non è più solo un tema tecnologico», sottolinea Serlenga. «È un elemento centrale nelle decisioni di investimento e sta cambiando il modo in cui le aziende valutano i target, stimano le sinergie e prendono decisioni strategiche».
EMEA cresce, ma a ritmo più moderato
In EMEA, il valore delle operazioni strategiche è cresciuto del 32% rispetto al 2024, un ritmo inferiore rispetto al continente americano (+52%) e all’APAC (+33%), con volumi sostanzialmente stabili anno su anno. I Paesi con la maggiore crescita del valore strategico sono stati Paesi Bassi e Israele, mentre Regno Unito e Spagna restano i mercati più rilevanti in termini assoluti.
Difesa europea: verso una nuova sovranità industriale
Il settore della difesa europea sta vivendo una fase di profonda trasformazione. L’aumento dei budget, iniziative multinazionali come ReArm Europe, l’impegno a destinare fino al 5% del PIL alla difesa e un cambiamento dell’opinione pubblica stanno dando nuovo slancio al comparto. Questo rinnovato impegno si riflette anche nei mercati dei capitali: il private equity nella difesa europea ha quasi raddoppiato i volumi medi di operazioni rispetto al quinquennio precedente, mentre il venture capital ha registrato una crescita ancora più marcata, con volumi quasi quadruplicati. Parallelamente, i principali prime contractor europei stanno accelerando il consolidamento tramite M&A transfrontaliere, mentre i gruppi statunitensi rafforzano la presenza attraverso partnership strategiche. In un contesto ancora frammentato, M&A, joint venture e alleanze internazionali saranno strumenti chiave per rafforzare la base industriale europea e costruire potenziali campioni pan-europei.
Italia mostra segnali chiari di ripresa. Rinnovata ambizione internazionale delle imprese italiane
Nel 2025, il mercato M&A italiano ha registrato un valore complessivo di 78 miliardi di dollari, in crescita del 29% rispetto al 2024. Il valore delle operazioni strategiche ha raggiunto 57 miliardi di dollari, anch’esso in aumento del 29%, a fronte di un lieve calo dei volumi. «In Italia la ripresa è trainata soprattutto da operazioni di maggiore dimensione e da settori chiave come i servizi finanziari e l’Advanced Manufacturing & Services», aggiunge Pierluigi Serlenga. «È particolarmente significativo l’aumento del valore delle operazioni outbound, cresciuto del 60%, segno di una rinnovata ambizione internazionale delle imprese italiane».
Prospettive: l’M&A come leva di reinvenzione strategica
Guardando al futuro, Bain & Company rimane ottimista sulla tenuta dell’attuale ciclo di M&A. In un contesto di persistente incertezza macro e geopolitica, le aziende continueranno a ricorrere alle acquisizioni per affrontare la trasformazione tecnologica, l’impatto dell’AI, la post-globalizzazione e il cambiamento dei bacini di profitto. L’M&A resta dunque uno strumento fondamentale di reinvenzione strategica. Le aziende che sapranno combinare disciplina finanziaria, chiarezza strategica e velocità di esecuzione trasformeranno questa ripresa in un vantaggio competitivo duraturo.
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