Milano, 26 marzo 2026 – Il mercato della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) nel Centro-Sud e nelle Isole cresce più rapidamente del Centro-Nord, trainato da dinamiche strutturali favorevoli ma caratterizzato da una maggiore complessità competitiva. È quanto emerge dall’analisi presentata oggi da Bain & Company in occasione del Marketing e Retail Summit 2026.
Nel periodo 2014-2025, il mercato del Sud Italia ha registrato una crescita di circa 1,6 volte superiore rispetto al Nord, con un tasso annuo del +4,4% contro il +2,8% del Centro-Nord, pur avendo dimensioni del 40% più ridotte.
“Questi dati confermano il forte potenziale di espansione del Centro-Sud, ma evidenziano anche la necessità di evolvere i modelli operativi”, afferma Andrea Petronio, Senior Partner e responsabile italiano Retail di Bain & Company. “La combinazione di maggiore frammentazione, pressione sui margini e specificità della domanda impone agli operatori un cambio di passo: valorizzare l’elemento locale e sfruttare appieno le leve tecnologiche sarà determinante per sostenere la crescita e generare valore nel lungo periodo”.
Centro-Sud con livelli di reddito più bassi ma portafogli di insegne più articolati
Il Centro-Sud si distingue per livelli di reddito mediamente più bassi e una maggiore eterogeneità territoriale. Il divario di reddito rispetto ai capoluoghi del Nord è pari circa al -20%. Inoltre, la differenza tra capoluoghi e province è più marcata rispetto al Centro-Nord (-25% contro -15%).
Di conseguenza, per rispondere alla complessità della domanda, gli operatori della GDO nel Sud presentano portafogli di insegne più ampi rispetto ai gruppi del Centro-Nord, registrando un numero medio di 5,1 contro le 3,9 del Centro-Nord, in aumento rispetto alle 4,7 del 2014.
Parallelamente, il Centro-Sud e le Isole mostrano un’incidenza dei prodotti alimentari locali significativamente superiore rispetto al Centro-Nord (+14%).
Verso un nuovo modello: dal locale a scala industriale
Diverse imprese della GDO nel Sud si collocano tra i top performer, evidenziando come il raggiungimento di una solida scala locale rappresenti un fattore chiave per sostenere livelli superiori di redditività nel settore.
Tuttavia, in un contesto competitivo in progressiva intensificazione, il modello tradizionale basato esclusivamente su un forte radicamento territoriale non è più sufficiente a garantire un vantaggio sostenibile nel tempo. Diventa sempre più necessario affiancare alla scala locale una maggiore scala assoluta, indispensabile per diluire i costi operativi, rafforzare la capacità di investimento e supportare traiettorie di crescita nel medio-lungo periodo.
In questo scenario, il settore è chiamato a evolvere verso modelli più industriali, scalabili e diversificati, in cui la dimensione, sia a livello locale sia complessivo, rappresenta un fattore critico per abilitare crescita sostenibile e miglioramento strutturale della marginalità.
“La competizione non si gioca più solo sull’espansione della rete”, prosegue Petronio. “Diventa cruciale realizzare operazioni di M&A e Joint Venture, sostenere investimenti rilevanti e proteggere i margini in un contesto sempre più orientato alla convenienza”.
AI come leva strategica per il retail del futuro
L’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore chiave per la trasformazione del settore. Le prospettive indicano un’evoluzione profonda, con consumatori supportati da assistenti intelligenti, dipendenti affiancati da agenti AI e modelli competitivi sempre più evoluti.
I retailer più avanzati stanno già adottando soluzioni di AI per ottimizzare le negoziazioni con i fornitori, supportare il personale di vendita e sviluppare modelli operativi basati su automazione avanzata, delineando un vantaggio competitivo destinato a consolidarsi nel tempo, con un potenziale incremento della redditività fino a 3-4 punti percentuali di EBIT complessivi. Parallelamente, in ottica generale, si stima che circa il 30% del lavoro possa essere automatizzato, abilitando una crescita dei ricavi tra il 5% e il 15% e un incremento della produttività nelle funzioni di supporto fino al 15%.
Tuttavia, per coglierne appieno il valore, è necessaria una forte sponsorship del top management, una riprogettazione end-to-end dei processi, disponibilità di dati di alta qualità e la centralità delle persone nel percorso di trasformazione.
“Gli operatori della GDO sono chiamati a compiere scelte strategiche nette: accelerare il consolidamento, investire in capacità distintive e adottare modelli operativi scalabili per cogliere appieno il potenziale di crescita del Centro-Sud”, conclude Petronio. “Chi saprà combinare radicamento territoriale, disciplina industriale e adozione efficace delle nuove tecnologie potrà trasformare la complessità del mercato in un vantaggio competitivo sostenibile, posizionandosi come leader nella prossima fase di evoluzione del settore”.
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