Roma, 9 aprile 2026 - Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia hanno presentato a Roma l’Outlook dei Servizi Energetici in Italia “Energia per competere”. Lo studio offre una lettura aggiornata e strutturata del comparto dei servizi energetici, analizzandone trend di mercato, modelli di business emergenti e fabbisogni di investimento, evidenziando il ruolo centrale che le società che operano in questo ambito possono giocare al fianco di aziende e Pubbliche Amministrazioni per trasformare la transizione energetica in un’occasione di miglioramento della competitività delle imprese e di creazione di valore per i territori. L’analisi si basa sul coinvolgimento di attori B2B e della Pubblica Amministrazione: sono state raccolte evidenze da 70 aziende italiane dei settori industria e servizi, integrate da interviste a operatori e stakeholder chiave, oltre al contributo di rappresentanti istituzionali (ministeri, associazioni di categoria ed enti), per restituire un quadro organico dei bisogni emergenti.
Realizzata con il supporto tecnico di Bain & Company Italia e il patrocinio di Assistal, AssoESCo ed Elettricità Futura, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra i principali operatori e le associazioni di settore. Lo studio analizza le prospettive del mercato, approfondisce il ruolo dei servizi energetici nella transizione del Paese e ne valuta l’impatto su competitività industriale, spesa pubblica ed economia, contribuendo al dibattito sulle politiche e sulle evoluzioni necessarie a sostenere gli investimenti anche in ottica post-PNRR.
Il settore dei servizi energetici, infatti, è sempre più centrale per la competitività del Paese e destinato a crescere entro il 2030, ma il suo potenziale resta in parte inespresso. La domanda è eterogenea: le grandi industrie sono più avanzate, mentre terziario e imprese meno energivore sono ancora in evoluzione, e la Pubblica Amministrazione è frenata da vincoli di bilancio. Nel 2025 la spesa nel mercato dei servizi energetici in Italia ha raggiunto un valore complessivo di circa 17 miliardi di euro, coinvolgendo i settori industriale, terziario e della Pubblica Amministrazione. Quest’ultima rappresenta il principale ambito di spesa, con circa 8 miliardi di euro, trainati soprattutto dai servizi di gestione e manutenzione, e dallo sviluppo delle smart cities. Seguono il comparto industriale, con circa 5 miliardi di euro, guidati da investimenti sulla generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e dai servizi di gestione e manutenzione degli impianti, e il terziario, con circa 4 miliardi, dove gli investimenti si concentrano prevalentemente sugli edifici. Nel complesso, il mercato è sostenuto da un mix articolato di tecnologie e servizi che spaziano dall’efficienza energetica alla generazione distribuita, fino alla gestione e manutenzione degli impianti.
Dall’analisi emerge come il settore industriale sia più avanzato nel percorso di efficientamento energetico: il 53% delle imprese ha già avviato interventi, contro appena il 18% del terziario, ancora meno penetrato. Le grandi aziende si distinguono per un maggiore livello di strutturazione, con il 75% dotato di piani pluriennali di efficienza energetica, rispetto al 60% delle PMI. Inoltre, tra il 40% e il 50% delle imprese industriali si dichiara competente e pronta a investire direttamente in interventi di efficientamento, a fronte di circa il 30% nel terziario. Resta comunque diffusa la consapevolezza del valore strategico dei servizi energetici come leva di competitività e sostenibilità: l’80% delle aziende ad alto consumo di gas e il 60% di quelle con consumi prevalentemente elettrici o bilanciati la riconoscono come una leva strategica.
Le prospettive di crescita sono rilevanti: il mercato potrebbe raggiungere circa 39 miliardi di euro entro la fine del decennio, con un tasso di crescita annuo composto fino al 18%, quasi il doppio rispetto ai livelli attuali in uno scenario di accelerazione della riduzione dei consumi energetici finali. Accanto al ruolo centrale della Pubblica Amministrazione, è attesa una crescita significativa anche nei settori industriale e terziario. Il potenziale degli investimenti è guidato oltre che da interventi sugli edifici (ad esempio riqualificazione del patrimonio pubblico), dalla diffusione della generazione distribuita da fonti rinnovabili e dalle soluzioni di efficientamento energetico on-site, come pompe di calore e sistemi di ottimizzazione dei consumi. I servizi energetici si confermano quindi un motore strategico per la crescita del Paese, con un impatto crescente su PIL e occupazione. Entro il 2030 il contributo al PIL potrebbe triplicare, accompagnato dalla creazione di oltre 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila indiretti lungo la filiera. Per le imprese, lo sviluppo del settore si traduce in risparmi energetici fino a 4-6 miliardi di euro l’anno e in un aumento del fatturato fino a 3-5 miliardi, grazie a maggiore efficienza e competitività. Anche la Pubblica Amministrazione può beneficiare di un effetto leva del capitale privato - stimati tra 10 e 20 miliardi l’anno nel periodo 2025-2030 - che può raddoppiare la velocità di investimento. In questo scenario, gli operatori sono chiamati a evolvere da fornitori a partner strategici, capaci di gestire il portafoglio energetico in modo integrato e attrarre investimenti privati
È inoltre fondamentale un quadro regolatorio stabile e di lungo periodo, insieme a una maggiore integrazione tra imprese, filiere e istituzioni. Questi benefici, infatti, potranno essere pienamente realizzati solo attivando tre leve prioritarie. Innanzitutto, un nuovo paradigma per gli operatori, con modelli scalabili in grado di abilitare gli investimenti e ridurre i rischi. Secondo, un market design chiaro e stabile, insieme a un’evoluzione del procurement pubblico verso logiche integrate e orientate ai risultati. Terzo, una maggiore convergenza tra la domanda e l’offerta, supportata da un sistema capace di connettere gli attori della filiera e favorire partnership strategiche. È quindi essenziale mettere allo stesso tavolo operatori, domanda e Istituzioni per sbloccare il pieno potenziale del settore.
Giovanni Brianza, CEO di Edison Next: “Il percorso verso la decarbonizzazione è ormai tracciato, ma la nostra vera sfida consiste nel trasformare la transizione in una concreta leva di crescita per il Sistema Paese. Per riuscirci, è fondamentale costruire partnership a 360° con aziende e territori, integrando capacità di ascolto e competenze tecniche con una solida capacità di investimento. In questo scenario, gli operatori dei servizi energetici si confermano soggetti chiave capaci di attivare lo sviluppo di nuove filiere tecnologiche d’eccellenza."
Monica Iacono, Chairwoman e CEO, Engie Italia: “La complessità della transizione energetica richiede di superare approcci frammentati e adottare una visione sistemica della gestione dell’energia, capace di integrare efficientamento, generazione, flessibilità e nuovi modelli di consumo. Solo così è possibile ottenere benefici duraturi in termini di competitività, stabilità dei costi e decarbonizzazione.”
Cristian Acquistapace, CEO di Renovit: “Nella fase post PNRR, per promuovere interventi di efficienza energetica, sarà decisivo massimizzare la leva finanziaria, favorendo la convergenza tra investimenti pubblici e privati attraverso strumenti contrattuali efficaci come gli Energy Performance Contract, che garantiscono risultati nel tempo, generano un effetto moltiplicatore e consentono il trasferimento dei rischi esecutivi ed operativi alle ESCo. Per rendere questo modello pienamente abilitante è essenziale un dialogo costruttivo tra istituzioni ed imprese riconosciute e certificate, in grado di valorizzare e garantire la gestione delle risorse pubbliche dedicate.”
Emanuela Trentin, CEO Veolia in Italia: “In un contesto caratterizzato da crescente volatilità, un settore dei servizi energetici forte rappresenta un fattore chiave di resilienza per il Paese. Favorire un approccio integrato e sostenere un dialogo strutturato tra imprese e istituzioni è essenziale per rafforzare sicurezza energetica, competitività e capacità di investimento nel lungo periodo.”
“Dal punto di vista delle imprese, emerge un contesto ancora immaturo: solo il 45% delle aziende industriali e circa il 30% di quelle del terziario dichiarano di avere le competenze e la propensione ad investire in interventi di efficienza energetica. In questo scenario, gli operatori dovranno sempre più posizionarsi come integratori di soluzioni e partner della transizione energetica, con capacità di gestione di offerte sofisticate centrate attorno al vettore energetico. Per sbloccare il pieno potenziale è necessario intervenire su tre leve chiave: la value proposition degli operatori, le modalità di acquisto e il market design del settore. Oggi il mercato è ancora frenato da una consapevolezza frammentata dei benefici e da una forte dipendenza dagli incentivi. Serve quindi un’evoluzione verso modelli con offerte più integrate, scalabili e orientate alla condivisione del rischio”, concludono Alessandro Cadei, Senior Partner, e Rosangela Pacifico, Partner, di Bain & Company.
Lo studio è stato presentato nel corso di un evento in cui sono intervenuti autorevoli rappresentanti del mondo energetico e istituzionale. Dopo l’apertura dei lavori affidata a Bruno Vespa, il dibattito ha visto – oltre alla partecipazione delle aziende promotrici e di Bain – i contributi di Giorgio Boneschi, Direttore Generale di Elettricità Futura; Giacomo Cantarella, Presidente di AssoEsco; e Roberto Rossi, Presidente di Assistal. Nel confronto con gli stakeholder istituzionali sono intervenuti Ilaria Bertini, Direttore del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA; Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del MASE; Paolo Casalino, Direttore Generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy del MIMIT; Aurelio Regina, Delegato del Presidente per l’Energia e la Transizione energetica di Confindustria; e Vinicio Mosè Vigilante, Amministratore Delegato del GSE. A seguire, Gaetano Manfredi, Presidente ANCI, ha approfondito il ruolo degli enti locali, mentre le conclusioni sono state affidate al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
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SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
L’aumento e la volatilità dei prezzi dell’energia, fino a due o tre volte rispetto al 2019 nei principali Paesi europei, stanno accelerando gli interventi di efficientamento, pur in un contesto di incertezza normativa. I progressi restano però limitati: in Italia l’intensità energetica[1] si è ridotta di circa il 20% tra il 2021 e il 2023. Il Paese presenta tra i livelli più alti di efficientamento energetico in Europa, ma il miglioramento è solo in parte dovuto all’efficienza, risentendo anche della deindustrializzazione, e resta ancora distante dalla media europea. Parallelamente, gli obiettivi del Green Deal (–55% di emissioni al 2030) guidano la transizione, mentre il sistema di incentivi rimane frammentato.
Per i clienti B2B, la certezza dei costi emerge come la principale esigenza, affiancata da affidabilità e qualità, che rappresentano elementi distintivi chiave nella scelta dei fornitori. In particolare, nel settore terziario risultano sempre più rilevanti soluzioni integrate capaci di combinare più leve di valore: dalla riduzione dei costi alla reputazione del fornitore e garanzia delle performance, fino alla qualità del prodotto e all’integrazione dei servizi. Accanto a questi driver, assumono importanza anche la semplificazione dei processi, la trasparenza e la rapidità di risposta del fornitore, mentre aspetti funzionali come il risparmio di tempo, la riduzione del rischio e l’utilizzo di soluzioni data-driven contribuiscono a rafforzare la proposta complessiva. In sintesi, le aziende cercano partner in grado di offrire un mix equilibrato di efficienza economica, affidabilità operativa e ampiezza dell’offerta.
[1] Il consumo di energia di uno Stato o di un’area geografica è strettamente legato al suo livello di attività economica. Il rapporto tra le due grandezze – il Consumo Interno Lordo di energia (CIL) e il Prodotto Interno lordo (PIL) - è definito intensità energetica (fonte: sito ENEA)
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A proposito di Edison Next
Edison Next accompagna clienti e territori nel loro percorso di decarbonizzazione e transizione ecologica, attraverso una piattaforma di soluzioni innovative ed efficienti per l’ottimizzazione dei consumi e la decarbonizzazione in cui tecnologia e digitale giocano un ruolo chiave, con l’obiettivo di massimizzare competitività e performance. Inoltre, Edison Next è attiva nel settore della circular economy e dei servizi ambientali ed è impegnata nello sviluppo del mercato del biometano e dell’idrogeno. Edison Next ha le competenze e gli asset per fornire soluzioni integrate attraverso un approccio end-to-end: dalla consulenza energetica ed ambientale e dalla definizione degli obiettivi di decarbonizzazione, fino all’identificazione di una roadmap con l’individuazione delle soluzioni, alla progettazione e realizzazione degli interventi e al monitoraggio dei risultati. Innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo sono essenziali, tanto per cogliere le nuove opportunità in campo energetico quanto per vincere le sfide dei cambiamenti climatici ed economici in corso. Per questo Edison Next è fortemente impegnata sui fronti della tutela ambientale, dell’ottimizzazione energetica e dello sviluppo dei gas verdi. Edison Next è presente in Italia e Spagna con più di 3.200 persone presso oltre 110 siti industriali, circa 2.000 strutture pubbliche e private e oltre 330 città.
A proposito di Engie
ENGIE è un punto di riferimento mondiale nell’energia a basse emissioni di carbonio. Con oltre 90.000 collaboratori presenti in 30 Paesi, il Gruppo si impegna costantemente a integrare performance economica e impatto positivo su persone e ambiente, valorizzando le proprie attività chiave - gas, energie rinnovabili e servizi - per supportare comunità e imprese nella transizione energetica, con l’obiettivo di raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2045.
In Italia, ENGIE è leader nella decarbonizzazione e nell’efficienza energetica per pubbliche amministrazioni, aziende e cittadini. Con 2.800 collaboratori e 60 sedi su tutto il territorio nazionale, ENGIE Italia adotta un modello di business integrato lungo l’intera filiera energetica: dalla produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, alla vendita di gas ed elettricità, fino all’energy management e alle soluzioni e servizi per l’efficienza energetica. L’azienda opera sia nel settore pubblico sia in quello privato, coprendo tutti i segmenti: residenziale, terziario e industria, dalla piccola alla grande.
A proposito di Renovit
Renovit Società Benefit è un primario operatore nel mercato dell’efficienza energetica, nato da un’iniziativa di Snam e CDP Equity. È il partner che accompagna i propri clienti nei percorsi di efficienza e decarbonizzazione, contribuendo alla costruzione di un futuro più sostenibile.
Renovit offre ad aziende, terziario, PA e condomini soluzioni competitive e tecnologicamente avanzate di decarbonizzazione, digitalizzazione e generazione di energia distribuita, investendo direttamente negli interventi realizzati.
La società adotta un approccio infrastrutturale alla riqualificazione energetica, capace di trasformare singoli interventi in investimenti a supporto dello sviluppo del Paese, tenendo conto delle esigenze delle diverse comunità coinvolte: dal singolo edificio o impresa, al quartiere e al distretto produttivo, fino alla scala urbana.
Dal 2022, Renovit è una società certificata B Corp, riconoscimento internazionale riservato alle imprese che operano secondo i più elevati standard di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.
A proposito di Veolia
Veolia, leader mondiale nei servizi ambientali, si impegna a garantire la sicurezza ecologica a beneficio della salute pubblica e della competitività di industrie e territori. Con 215.000 dipendenti presenti nei cinque continenti il gruppo riduce l'inquinamento e le emissioni di carbonio e rigenera le risorse attraverso soluzioni concrete e complementari nel settore idrico, nella gestione dei rifiuti e nell'energia locale.
Veolia, in Italia da oltre 100 anni, affianca clienti pubblici e privati nel percorso di decarbonizzazione, attraverso interventi integrati di efficientamento energetico e produzione locale di energie rinnovabili. Grazie ad un team di 3.300 risorse e con un fatturato di 978 milioni di euro (dati 2025) gestisce più di 13.000 edifici - tra scuole, ospedali e immobili pubblici e privati - e 150 siti industriali, contribuendo a rendere più sicuri, efficienti e sostenibili i luoghi in cui le persone vivono, studiano e si curano. Nell’ultimo anno sono oltre 131.000 le tonnellate di CO2 risparmiate, 250 gli impianti di depurazione acque gestiti e 33.000 le tonnellate di rifiuti liquidi e solidi speciali intermediati. www.veolia.it