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Milano, 15 maggio 2026 – L’intelligenza artificiale è in cima all’agenda di molti e sempre più CEO la pongono tra le prime tre priorità nel breve termine. È quanto emerge dall’analisi presentata oggi da Bain & Company in occasione de Linkontro 2026, appuntamento annuale di NielsenIQ, che riunisce le aziende e i protagonisti del largo consumo, dell’industria di marca, della distribuzione moderna e delle nuove tecnologie.
L’AI si conferma strategica per il business: può generare nuove fonti di ricavo e recuperi di efficienza prima impensabili, arricchisce l’offerta di servizi al cliente e permette la trasformazione dei modelli operativi tradizionali. Attraverso l’uso avanzato dei dati e il ridisegno dei processi end-to-end, le aziende non solo stanno iniziando a generare valore concreto e misurabile, ma laddove l’AI viene portata “a scala”, possono trasformarla in una fonte di vantaggio competitivo.
Le aziende investono sempre di più sull’AI
Moltissime aziende stanno già allocando investimenti significativi in AI. Nel 2025, si sono registrati investimenti in AI/tech pari all’1,3% del fatturato: un incremento del 62% rispetto al 2023 (0,8%). Entro il 2032, la GenAI potrebbe raggiungere quota 1.300 miliardi di dollari, una corsa destinata a cambiare per sempre il modo in cui produciamo, comunichiamo e innoviamo. Questo innalzerà ulteriormente il livello della competizione e porterà a una trasformazione radicale dei modelli economici.
L’adozione dell’AI è in crescita esponenziale anche tra i consumatori, che ne fanno uso quotidianamente e sta coinvolgendo anche chi in azienda la utilizza in autonomia come supporto nelle mansioni di tutti i giorni.
Come l’AI potenzia i settori Consumer Products e Retail
Nei settori Retail e del Largo Consumo molti operatori hanno già registrato un impatto significativo. Nel Retail, ad esempio, l’utilizzo di soluzioni di assistenza ai clienti durante lo shopping ha generato incrementi delle vendite fino al 9%, ha consentito l’uso di assistenti per la negoziazione con i fornitori, ha ridotto l’inbound e screening dei candidati per i negozi da 3 giorni a 3 minuti o ha potenziato le capacità dei team commerciali comprimendo drasticamente i tempi di gestione e migliorando i margini commerciali.
Nel settore dei Consumer Products, invece, l’AI contribuisce già oggi ad accelerare processi di innovazione riducendone i tempi fino al 50%, ottimizza le spese di marketing con incrementi del ROI tra il 10% e il 15%, supporta la gestione delle scorte riducendole del 15% o personalizza il marketing con un aumento degli ordini dell’1,5x.
“Le aziende che stanno ottenendo risultati concreti sono quelle che stanno già trasformando l’AI in un acceleratore operativo e commerciale su larga scala”, afferma Andrea Petronio, Senior Partner e responsabile italiano Retail di Bain & Company. “La vera differenza non la crea chi punta alla sperimentazione o chi sviluppa più casi d’uso a ‘macchia di leopardo’, ma risiede nella capacità di trasformare l’azienda scalando attraverso l’AI”.
“Le aziende leader del largo consumo stanno utilizzando l’AI per trasformare concretamente il modo in cui innovano, gestiscono la supply chain e interagiscono con il consumatore”, dichiara Marco Caldarelli, Senior Partner e responsabile italiano del settore Consumer Products di Bain & Company. “Il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di applicare l’AI lungo tutta la catena del valore”.
Le difficoltà di portare a scala i progetti
Nonostante l’intelligenza artificiale sia una priorità dichiarata, il 48% delle organizzazioni si trova ancora in una fase esplorativa o non ha ancora scalato le iniziative: tra le principali barriere che ne impediscono l’adozione su larga scala, più della metà delle aziende individua uno dei principali ostacoli nella scarsa qualità dei dati, insieme al limitato supporto del top management e all’insufficienza di talenti.
Proprio questi sono i principali elementi di differenziazione tra le realtà più avanzate e quelle che rimangono più indietro: nel mondo Retail e del Consumer Products, i leader possiedono competenze AI tre volte superiori rispetto a chi insegue.
Non più “se” ma “quanto” investire: l’AI diventa più rapida ed economica
I benefici della GenAI risultano evidenti anche in termini di efficienza: oltre la metà delle aziende che hanno adottato queste tecnologie registrano un miglioramento della produttività superiore al 5% entro 24 mesi dall’implementazione, mentre solo il 25% di queste dichiara un impatto superiore al 15%.
Inoltre, un’esecuzione rapida e costi che si stanno riducendo in maniera esponenziale grazie alla corsa alla GenAI, stanno alimentando un ROI anticipato, ormai osservabile anche entro meno di un anno. L’intelligenza artificiale sta infatti diventando economicamente più conveniente e più veloce da implementare, richiedendo in media dalle 4 alle 6 settimane per lo sviluppo di un “proof of concept”.
“La vera opportunità non è semplicemente adottare l’AI, ma trasformarla in un vantaggio competitivo sostenibile. I costi della tecnologia scendono e i progetti si sviluppano rapidamente, per cui non conta più domandarsi se convenga investire in questa trasformazione, ma con quale ambizione farlo. La sfida chiave consiste nel passare dal considerarla una semplice innovazione tecnologica a una reale trasformazione del business. Questo richiede sponsorship attiva del top management, evoluzione delle competenze e riprogettazione dei processi end-to-end, favorendo l’implementazione dell’AI all’interno di processi già efficienti e adatti all’innovazione”, concludono gli esperti.
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