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EditorialeDomus

Quattroruote Day 2019

Quattroruote Day 2019

  • febbraio 05, 2019
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Quattroruote Day 2019

Milano, 5 febbraio 2019 - Si è svolto oggi al Teatro Vetra il Quattroruote Day 2019, l’appuntamento che da oltre quindici anni rappresenta un importante momento d’incontro e spunto di dibattito per l’intero mondo dell’auto e della mobilità. Il convegno di quest’anno, organizzato con la collaborazione dei partner Bosch, Eni e Pirelli, è stato dedicato al tema “Millennials e l’Auto”.

L’evento è iniziato con la presentazione, in anteprima, di una ricerca esclusiva realizzata da Bain & Company appositamente per Quattroruote, volta a spiegare come sta cambiando il rapporto tra i giovani e la mobilità. Ad illustrare i risultati di tale studio è stato Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company (FOTO) che ha innanzitutto fotografato l’identikit dei millennials esaminati, sia da un punto di vista anagrafico, i nati tra il 1984 e il 1995, che geografico, mettendo a paragone la stessa generazione in Italia, Germania e Regno Unito.

Un confronto che ha fatto emergere una prima informazione utile: se i millennials tedeschi e inglesi rappresentano rispettivamente il 18 e il 20 per cento dell’intera popolazione, la percentuale italiana non supera il 16. Questi ultimi, a differenza dei coetanei esteri, e di tutte le generazioni precedenti, si sono ritrovati a vivere proprio a cavallo dei loro vent’anni, la pesante crisi economico-finanziaria del Paese e il relativo crollo delle risorse a loro disposizione (tra il 2000 e il 2015 il pil procapite è sceso a -0,4% contro +1,2% in Germania e +1,1% nel Regno Unito, fonte World Bank Data). Di fatto gli attuali trentenni italiani dispongono di un reddito inferiore del -17% rispetto alla generazione precedente alla loro stessa età (generazione di nati tra il 1970 e il 1983, anche detta Generazione X), percentuale che in Germania si riduce al -9% e in Regno Unito, pur registrando un dato positivo, segna un rallentamento passando dal +54% al +6%.

Una difficoltà che ha contagiato anche il settore dell’auto: l’Italia registra da un lato il crollo del numero di patenti rilasciate (dal 2001 al 2017 si registra un calo del -25%), dall’altro una forte diminuzione di immatricolazioni di vetture a giovani pari al -50% per la fascia 18-29 anni (fonte Unrae). Il trend accomuna i Paesi esaminati tanto che alla domanda “se li avessi a disposizione, per cosa utilizzeresti i tuoi risparmi” i millennials under 35, sia italiani che tedeschi che inglesi, hanno scelto la risposta “per un’automobile” solo come quinta opzione, dando priorità al conto corrente, alle spese quotidiane, in qualche caso all’acquisto di casa e, solo per gli italiani, alla realizzazione di una vacanza da sogno. Il millennial posticipa quindi l’acquisto dell’auto e l’auto non è più “top-of-mind” dei giovani che preferiscono concentrarsi sul breve termine e rinviare le grandi decisioni. 

La ricerca chiarisce anche come parlare di millennials possa essere fuorviante, perché non c’è un universo omogeneo. Uno degli elementi di differenziazione è il livello di urbanizzazione: chi infatti vive in città ha un rapporto più freddo, meno emotivo con l’automobile, anche a causa dei costi di gestione più elevati. Più ci si allontana dalle grandi città, più i millennials associano valori positivi alla macchina, a prescindere dal paese di residenza. Conquistare i giovani con un‘automobile richiede quindi un approccio mirato, che personalizzi i contenuti della comunicazione.

Un altro dato importante emerso nel corso del Quattroruote Day riguarda l’attitudine alla condivisione e l’attenzione alla convenienza che continua a crescere: il 55% dei millennials è disposto a utilizzare il car sharing se più conveniente o con amici, percentuale che sale al 66% se si guarda le generazioni successive; i millennials ritengono il costo della mobilità oggi più alto del relativo beneficio e pur dichiarandosi a favore delle innovazioni, elettrico in primis, vincolano il loro acquisto ad una politica di incentivi. 

“Finché l’innovazione non renderà l’auto di nuovo competitiva, i millennials guarderanno ad altri beni e servizi” ha commentato Gianluca Di Loreto sul palco del Quattroruote Day introducendo un ulteriore importante risultato della ricerca che ha coinvolto i nuovi sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems). Sebbene ancora poco conosciuti, i sistemi ADAS sono più̀ noti ai giovani ed in particolare ai giovani italiani: tuttavia la ricerca ha dimostrato che i millennials sono generalmente timorosi nei confronti di una vera e propria guida autonoma. Con una votazione a disposizione da 1 a 5, alla domanda “non ho problemi a fare altro mentre l’auto guida sola” i giovani interpellati da Bain & Company (2.700 rispondenti) hanno votato in media solo 2,5 (2,6 gli inglesi e 2,2 i tedeschi): un dato che fotografa una certa freddezza e forse una carenza di conoscenza sul tema.

Quattroruote recepisce tale inedita necessità e, confermando la propria vocazione di servizio al consumatore, rende noto di aver trasformato in realtà, grazie alla collaborazione con Generali Jeniot, il progetto ADAS annunciato un anno fa durante il Quattroruote Day 2018: a partire dal numero di marzo, ogni prova su strada sarà arricchita dalla pubblicazione dei test sulla funzionalità dei sistemi di ausilio elettronico alla guida. “Quattroruote diventa l'unica realtà indipendente al mondo a testare la funzionalità e l'efficacia dei sistemi di ausilio alla guida” ha dichiarato Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote “Ovviamente, non vogliamo sostituirci all’Euroncap. Semmai, vogliamo essere complementari, svolgendo test che – come nella tradizione di Quattroruote – si avvicinino alle situazioni di utilizzo reale. Con il progetto Adas, vogliamo creare consapevolezza negli automobilisti, facendo loro comprendere appieno il valore di questi dispositivi; e, allo stesso tempo, velocizzare il processo di crescita nel campo della sicurezza attiva, fornendo a Case e costruttori elementi aggiuntivi in un campo che promette di divenire dirimente in un futuro imminente”.

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